
Non è una questione di auto o non auto. E’ che mi sentirei più indipendente. Mi sentirei che sono riuscita a realizzare qualcosa, che ho detto una c***o di cosa e poi l’ho anche fatta. Non mi sentirei un peso per gli altri, un problema, non dovrei nemmeno starci, ai comodi degli altri.
Mi sentirei più grande, più responsabile, mi sentirei di aver messo un tassello per creare quella vita che sto cercando di raggiungere. Un piccolo tassello. E invece l’auto non va in porto ed io quel piccolo tassello lo vedo ancora inesistente e perdo le speranze. E mi sento che non lo metterò mai, che non ce la farò. Che sono una di quelle che nella vita parla solo ma poi sta ferma. Di quelle che non si realizza. Di quelle che stanno ad aspettare qualcosa che non arriva ed intanto fanno 40 anni e sono ancora insoddisfatte e vogliono farla finita.
Ho paura di quello che ho sentito e di quello che sento ogni tanto.
Sento che non c’è niente di bello.. che la mia vita è tutti i giorni un sacrificio, è tutti i giorni una sopravvivenza, è tutti i giorni un cercare qualcosa che mi faccia brillare gli occhi che non c’è. E’ un fregare la noia, è un fregare quel vuoto assordante che sento dentro. Non ho nulla per cui dire “oggi è proprio una bella giornata”, o “che bella la vita”, nulla per cui sorridergli.
Mi sento che ci sto dentro ma senza starci davvero, senza usarla, la vita, senza sfruttarla, senza utilizzare le sue possibilità sempre che ce l’abbia. Mi sento così, come “sempre che ce l’abbia”. Capite cosa vuol dire?
Ditemi se si può vivere così, con questo “sempre che ce l’abbia” costantemente sulle spalle, per ogni cosa. Tutti i giorni.
Mi sento come se le condizioni intorno ed anche quelle dentro, non mi diano la possibilità di avere la vita che vorrei, di trovare realmente quello che mi piace e mi mantiene per un attimo viva.
E la malattia e l’ansia e il senso di colpa, il peso, il sentirmi in debito verso gli altri, i soldi, la famiglia con comportamenti tossici, la persona che amo con le sue difficoltà, di cui alcune si scontrano a morte con le mie. Poi c’è la società e i pensieri troppo forti e la paranoia, la tristezza, la malinconia, la pena, la nostalgia, le amicizie che non sento più. E ancora la vergogna, l’inadeguatezza e l’insoddisfazione, l’autostima sotto ai piedi e la mia generazione sempre più triste e intrappolata.
Potrei continuare con la frustrazione e lo stress, il non sentirsi all’altezza ed indipendente, il dover dimostrare. La paura, la ricerca affannata senza mai un risultato e la delusione e la rabbia e la voglia di urlare, di spaccare le porte.. la sensazione di sentirsi in trappola, di essere sempre mantenuta, la non completa libertà, la non vera felicità.
Ho pensato che non andasse niente nella mia vita..ho pensato che non faccio e non farò mai niente di buono. Che se mi vedo tra 5 anni non avrò cambiato nulla e starò solo peggio. Non sarò arrivata da nessuna parte perchè fondamentalmente non mi sento capace in niente, non mi sento in grado di crearmi un futuro su misura per me.
Se mi guardo non vedo proprio niente.
E ovviamente tutto questo si riflette sulle mie azioni di tutti i giorni, che si riflettono sul mio futuro e giriamo in tondo. Ed io sono sfinita.
Non credo di aggiungere altro, penso di aver reso l’idea.. spero nessuno stia così in questo momento. Ma se ci siete spero di avervi fatto sentire meno soli <3
